La necessità di monitorare la propria abitazione o le aree esterne ad essa, magari registrando video, è in continua crescita e si dimostra fondamentale per la sicurezza ville con giardino, parcheggi, magazzini all’aperto o luoghi che possono diventare appetibili per malintenzionati. Le richieste di sistemi per la videosorveglianza sono sempre più alte ma la scelta su quello che fa al caso nostro non è così semplice. Per questo abbiamo preparato una guida per orientarsi e acquistare l’impianto più indicato.

I dati
La preoccupazione è nell’aria: si percepisce una situazione particolare dovuta soprattutto al contesto economico, ma aldilà delle sensazioni personali i furti in casa nel nostro paese sono aumentati negli ultimi anni. I dati ISTAT sono impietosi e riguardano solo le infrazioni denunciate dalle vittime di furto, lasciando supporre che violazioni e furti siano di entità maggiore:

  • 234.726 furti nelle abitazioni solo l’anno scorso di cui quasi 85 mila nel Nord-Ovest e oltre 52 mila nel Nord-Est;
  • 52.249 furti denunciati in Lombardia;
  • 18.101 irruzioni nella sola provincia di Milano.

Puoi farti un’idea di ciò che sta succedendo con questo dato: nel 2006 i furti in totale furono 141.601.

E rispetto all’Europa? Secondo la graduatoria Eurostat-Unodc sulla base del periodo 2008-2014 troviamo l’Italia al sesto posto riguardo il tasso di rapine in casa, prima di Francia, Spagna e Germania…

Come proteggersi e tenere al sicuro i propri beni?

Il miglior modo per scongiurare rapine e furti è senza dubbio installare un impianto di antifurto aggiornato e al passo con i tempi. In questo senso le nuove tecnologie garantiscono prezzi decisamente accessibili e grande affidabilità, grazie anche al digitale e alla rete internet. Certamente sono da consigliare le soluzioni in kit, che permettono un notevole risparmio anche in termini di tempo necessario per l’installazione e la configurazione. Naturalmente in commercio ne esistono di adatti a qualsiasi tipologia di esigenza, con varie categorie di prezzo che partono dai sistemi entry level o amatoriali, fino a raggiungere quelli professionali con potenti telecamere e caratteristiche specifiche.

Fattori da tenere in considerazione

Per la videosorveglianza esterna il fattore determinante è il perimetro da monitorare, ovvero la distanza tra ogni telecamera e la zona da essa più lontana, nonché analizzare le potenziali zone d’ombra; sbagliare in questo senso significa praticamente non avere nessun tipo di protezione.

La telecamera

E’ possibile utilizzare anche una semplice telecamera fissa wireless. Una soluzione ideale per tenere sotto controllo gli ambienti da proteggere anche quando non c’è nessuno presente; vedere che succede in un ambiente dal tuo smartphone o tablet in tempo reale, o in alcuni casi interagire con l’ambiente inquadrato, è certamente un ottimo modo per aumentare la propria sicurezza!

I sensori di movimento

Oltre a identificare i malintenzionati, è fondamentale rilevare la loro presenza immediatamente. In questo caso nulla è più efficace dei sensori di movimento che individuano i cambiamenti anomali sia nel movimento volumetrico, attraverso microonde e ultrasuoni, che variazioni di calore dei corpi con l’ausilio degli infrarossi.

I sensori d’apertura

Un’altra soluzione da abbinare ad un impianto di videosorveglianza, è l’installazione dei sensori d’apertura. Mettere in sicurezza gli accessi con sistemi che segnalano l’apertura di porte e finestre garantisce maggiore tranquillità quando si lasciano incustodite abitazioni, negozi o magazzini.

Come scegliere il sistema adatto alle proprie esigenze

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Un buon sistema di videosorveglianza deve avere un DVR (Digital Video Recorder) affidabile…
Un DVR si occupa di ricevere le informazioni video dalle telecamere e memorizzarle in formato digitale su Disco interno (simile a quello che fu un videoregistratore). La scelta di questo va valutata con cura, al fine di non ritrovarsi un impianto che non garantisca alcuna sicurezza a causa di registrazioni scadenti o di bassa risoluzione. Al momento la nostra selezione web verte fondamentalmente su due tipologie di registratori;

  1. DVR HD-CVI. Dahua ha brevettato la tecnologia HD-CVI, concedendola per così dire a vari produttori; ha avuto la grande intuizione di portare per prima l’HD sul cavo coassiale, di trasmettere il segnale video ad alta definizione su un normale cavo su lunghe distanze fino a 500 metri e a costi contenuti; e allo stesso tempo di permettere il flusso audio sul cavo video. Permettendo risoluzioni fino a 1080p, quindi con un’ottima qualità delle immagini. Le telecamere sono tecnicamente semplici da installare: non ci sono schede di rete, non si creano conflitti Ip. La nostra selezione web di DVR prevede soltanto modelli triibridi, ovvero che siano in grado di gestisce telecamere analogiche, digitali Full-HD e telecamere IP (su almeno una porta), perché la loro versatilità offre una più ampia possibilità di installazione anche su impianti vecchi o misti.  Tutti hanno uscite video  VGA, HDMI, BNC) e sono predisposti per il montaggio di vari dischi di registrazione SATA (fino a 4TB cad.). Scopri i sistemi di videosorveglianza Dahua.
  2. NVR (Digital Video Recorder) si può considerare l’evoluzione e il frutto degli ultimi avanzamenti tecnologici dei normali DVR.  La tecnologia IP è caratterizzata da una telecamera che genera un segnale digitalizzato che quindi può essere subito immesso in rete. Ha caratteristiche uniche rispetto alle altre: non presenta limiti di risoluzione, permette collegamenti wireless a lunghe distanze. Le immagini possono essere registrate e archiviate su qualsiasi pc. Permette la sorveglianza a distanza. In pratica servono solo una presa elettrica e una connessione, addirittura con i sistemi basati sul PoE non è neanche necessaria la presa elettrica in quanto la telecamera viene alimentata direttamente dal cavo di rete tramite switch PoE o NVR PoE. Utilizzando il protocollo Ip e gli standard utilizzati da Internet può sfruttare tutte le potenzialità della rete. Gli svantaggi sono costituiti dai costi maggiori e dai cosiddetti tempi di latenza della rete. Ricordiamo infine che è strettamente necessario collegare fisicamente, quindi con cavo ethernet, la telecamera IP allo switch PoE, dopo di che la trasmissione e la registrazione delle immagini può essere wireless. Qui trovi tutti i sistemi di registrazione dotati di miglior rapporto qualità-prezzo.

La scelta delle TELECAMERE
Per proteggere efficacemente la tua abitazione, il tuo negozio o la tua azienda è necessario scegliere le telecamere giuste. Le principali tipologie sono le telecamere grandangolo fisso o a focale variabile, da valutare a seconda dell’esigenza specifica o del punto in cui saranno installate. E’ ovviamente possibile differenziare le telecamere ed ottenere un impianto fatto su misura, ad esempio scegliendo una telecamera progettata per la lettura delle targhe nell’area di accesso stradale; tale tecnologia è conosciuta come LPR (License Plate Recognition) e ANPR (Automatic Number Plate Recognition).

Al momento le telecamere più vendute sono telecamere HDCVI -IP67 1080p 2.7-12mm varifocale- stanno migliorando qualsiasi impianto TVCC con la loro estrema versatilità. Escluso particolari applicazioni, è il prodotto unico che si sostituisce alla miriade di assemblati utilizzati fin ora (custodia, illuminatore, telecamera, ottica variabile). Si adatta perfettamente alla maggior parte delle necessità e permette una ripresa Full-HD, lo zoom ottico può essere manuale e viene regolato in fase di installazione e messo a fuoco precisamente sull’area sensibile da inquadrare, oppure motorizzato e viene settato dalla postazione di registrazione. Per mini ambienti domestici o commerciali proponiamo invece una telecamera HDCVI -IP67 1080p 3.6mm ottica fissa- che ha costi ancora più contenuti. Tutte queste telecamere sono dotate di visore ottico a colori night&day che permettono la visualizzazione delle immagini anche in assenza completa di luci.

Le Telecamere IP o IP cam sono i videocamere che generano un segnale video in forma digitalizzata e in formato pronto per la trasmissione diretta su rete dati, senza necessità di conversione analogico-digitale, e in grado di essere controllate direttamente tramite la rete dati stessa. Per conoscere le caratteristiche della tecnologia IP, si rimanda al paragrafo NVR.

FAQ

Domanda: in breve è preferibile sviluppare un sistema di videosorveglianza con tecnologia HDCVI oppure tecnologia IP ?

Risposta: Dipende. Tuttavia è possibile affermare che; le telecamere IP commerciali a 2-3 megapixel sono più dispendiose rispetto alle HDCVI e hanno tempi di latenza delle immagini più lunghi, dovuti alla natura a pacchetti delle comunicazioni basate su IP. Progetti di reti dedicate, possono aiutare e prioritizzare i flussi specifici di sorveglianza; tuttavia, i sistemi IP su cavi Ethernet Cat 5 saranno sempre soggetti ad una certa latenza.  Inoltre per godere della qualità più alta delle immagini è necessario dimensionare appositamente anche il registratore con la solita qualità, pena, la mancata resa della telecamera. Per finire con i comuni monitor o televisori in commercio non è possibile apprezzare la differenza tra 1080p e 3000p. Il vantaggio nell’avere molti megapixel sta casomai nel registrato, zoommare le immagini e salvarle con una qualità migliore. Per i motivi sopra riportati al momento per installazioni di natura domestica o  commerciali, personalmente proponiamo impianti HDCVI, fermo restando che  con un DVR ibrido si possa in un prossimo futuro aggiungere e provare una telecamera IP.

Quali CAVI utilizzare?

Per la tecnologia HDCVI normalmente si opta per i classici cavi di tipo coassiale RG59 con alimentazione separata oppure è possibile utilizzare anche cavi UTP con l’ausilio dei Balun. I balun video sono dei piccoli dispositivi che adattano l’impedenza di un cavo di rete a quelle utilizzata dalle telecamere per la videosorveglianza, il vantaggio di scegliere il cablaggio con cavo UTP/balun permette un notevole risparmio di tempo nella stesura dei cavi, visto che su ogni cavo UTP possono passare i segnali di 4 telecamere (8coppie di cavi totali- 1 coppia per ogni telecamera), Il balun standard inoltre lavora in modo eccellente sino a 400Mt, quindi il doppio rispetto ad un cavo coassiale HD che al massimo viene garantito fino a 200 Mt.

Di ultimissima generazione i cavi HD che hanno in un’unica guaina cavo video e alimentazione. Va detto che il cavo è un requisito fondamentale per la realizzazione di un buon impianto e risulta essenziale l’uso di un prodotto professionale.

Alimentazione delle telecamere e UPS- gruppo di continuità

L’alimentazione delle telecamere può in qualche caso costituire un problema.  Se nel caso di telecamere IP attraverso il cavo UTP possiamo veicolare sia il segnale video che quello di alimentazione tramite switch PoE o NVR con uscite PoE, nel caso di telecamere HDCVI  occorre invece sempre il cavo di alimentazione!  La tensione di funzionamento delle singole telecamere è 12V DC quindi le possibilità di cablaggio si riconducono a due:

  1. Alimentatore locale 12V DC, il cablaggio viene fatto con cavo a 230V (preferibilmente con linea dedicata dal quadro elettrico) e in prossimità di ogni singola telecamera viene collocato, all’interno di una scatola, un singolo alimentatore da circa 1A – 12 V DC.
  2. Alimentatore centralizzato 12V DC, installiamo un alimentatore scatolare 12 V DC da 5 o 10A a seconda del numero di telecamere, in prossimità dell’apparecchio di registrazione, dopo di che utilizziamo un cavo HD composto da video/alimentazione e distribuiamo direttamente 12V DC alle telecamere. In questo caso è molto importante tenere in considerazione della lunghezza della tratta da coprire e la sezione del cavo per calcolare la relativa caduta di tensione alla telecamera.

E’ possibile dotare l’impianto di videosorveglianza di un sistema UPS (Gruppo di continuità). Non si tratta di una scelta obbligatoria ma ne è consigliato l’utilizzo per non rischiare che un semplice distacco dalla corrente renda inattivo il vostro sistema TVCC. Inoltre l’utilizzo di un UPS preserva il disco di memoria da pericolose variazioni di tensioni che potrebbero danneggiarlo in modo irreparabile.

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Perché scegliere un KIT?
Per essere sicuri di acquistare i componenti giusti ed ottenere il massimo dall’impianto di videosorveglianza sono altamente consigliate le soluzioni in kit. Questa è la scelta più indicata per chi intende realizzare impianti di piccola e media dimensione, in quanto comprendono tutti i prodotti necessari per una completa e corretta installazione. Inoltre i kit sono espandibili per rispondere meglio alla naturale variabilità delle proprie esigenze. Solitamente è escluso dal kit il cavo necessario per cablare l’impianto.

QUANDO COMPRARE
Grazie alle detrazioni fiscali previste e all’IVA agevolata al 10%, il 2019 è certamente l’anno migliore per acquistare un impianto di videosorveglianza e mettere al sicuro le nostre proprietà. La Legge di Stabilità ha infatti prorogato il bonus fiscale per le ristrutturazioni edilizie (comprese le spese sostenute per la protezione e la sicurezza, quindi quelle relative all’installazione di un impianto d’allarme antintrusione e di videosorveglianza). Le spese sostenute fino al 31 dicembre 2019 sono detraibili nella misura del 50%.

Il bonus verrà erogato sotto forma di detrazione dell’IRPEF delle spese sostenute per interventi di ristrutturazione delle abitazioni (Casa Sicura) e delle parti comuni negli edifici residenziali (Condominio Sicuro); la detrazione fiscale sarà ripartita in 10 quote annuali costanti nell’anno di sostenimento delle spese e in quelli successivi. Rientrano nella misura le spese sostenute sulle singole unità abitative (allarme e sistema antifurto) e sulle parti condominiali (riparazione senza innovazioni dell’impianto di allarme o riparazione con sostituzione di alcuni elementi).

Possono usufruire delle Detrazioni allarme 2019 tutti i contribuenti assoggettati all’IRPEF, sia che siano titolari di un diritto reale di godimento o che siano inquilini di un immobile.

Quali spese si possono detrarre con le Detrazioni allarme 2018?

  • Spese per la progettazione e per le altre prestazioni professionali connesse;
  • Spese per l’acquisto dei materiali;
  • Compenso corrisposto per la relazione di conformità dei lavori alle leggi vigenti;
  • Imposta sul Valore Aggiunto (IVA).

Per ottenere le Detrazioni allarme 2019 è necessario effettuare i pagamenti con bonifico bancario o postale nella modalità “parlante”, ovvero indicando nella causale del versamento il codice fiscale del soggetto che paga e il codice fiscale o numero di partita Iva del beneficiario del pagamento. Si dovranno poi indicare nella dichiarazione dei redditi i dati catastali identificativi dell’immobile ed esibire tutti i documenti relativi ai lavori.

Infine è importante ricordare che sui lavori di manutenzione, ordinaria e straordinaria, realizzati su fabbricati a prevalente destinazione abitativa privata (Casa e Condominio) è prevista per l’anno 2019 l’applicazione dell’IVA ridotta al 10%.


Non sei sicuro di fare la scelta giusta? Consulta la nostra curata sezione FAQ. Ti ricordiamo inoltre che puoi contattare il nostro servizio clienti per eventuali necessità, sia prima che dopo l’acquisto.